Neuromarketing per la politica

Il neuromarketing può essere utilizzato come potente strumento della politica per intercettare temi, argomenti e campagne elettorali che possono incontrare l’interesse degli elettori facendo appello alle emozioni.

Questioni etiche preliminari

Ci si muove su un terreno impervio e l’utilizzo del neuromarketing in politica non può prescindere da una valutazione etica circa i fini che si vogliono perseguire e circa strumenti e mezzi da utilizzare per raggiungere il fine.

La mancanza di tale struttura e valutazione etica potrebbe rendere pericolosa l’applicazione del neuromarketing alla politica ed al processo elettorale.
Campagna elettorale neuromarketing politica

Le prime sperimentazioni delle neuroscienze in campagna elettorale 

L’applicazione delle tecniche di neuromarketing alla campagna elettorale è cominciata oltreoceano nel 2003 in vista delle elezioni presidenziali dell’anno successivo.

Negli Stati Uniti l’utilizzo del neuromarketing, infatti, è stato sperimentato a cominciare dalla campagna presidenziale del 2004. Ai partecipanti al test vennero mostrati gli spot elettorali di George Bush e dell’avversario John Kerry, mentre erano monitorati tramite fMRI. Insieme agli spot elettorali, inoltre, vennero mostrate foto dell’attentato terroristico del settembre 2011 e di un famoso spot del 1964, che rappresentava una bambina con una margherita in mano durante un’esplosione nucleare.

L’esame dell’attivazione delle aree cerebrali in contemporanea all’esposizione alle varie immagini mostrarono un’intensa attività dell’amigdala, soprattutto di fronte alle immagini delle Torri Gemelle e dello spot margherita, segno di un forte coinvolgimento emotivo.

Martin Lindstrom nel suo libro “Neuromarketing, attività cerebrale e comportamenti d’acquisto”, ha sottolineato che lo studio è stato utile per capire come giocare sulla paura degli elettori potesse essere proficuo per la creazione di spot elettorali convincenti.

L’immagine cerebrale dei candidati 

Infatti, per quanto gli elettori provino ad analizzare razionalmente i candidati, valutarli, così da scegliere il migliore, il risultato del voto sembra influenzato, ad esempio, più dalle caratteristiche fisiche e comportamentali del candidato. Tali influenze sono legate a scorciatoie mentali utilizzate che gli elettori utilizzano per prendere decisioni.

La strategia di neuromarketing in vista della campagna elettorale può essere utile per elaborare un’immagine efficace del candidato che colpisca gli elettori, ottimizzando le risorse in termini di energia e denaro.

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